FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO- Regole Compositive e tecniche di ripresa

Regole compositive e tecniche di ripresa:

Le regole compositive che vengono usate nella fotografia di paesaggio sono nella sostanza le stesse che vengono usate negli altri generi fotografici. In linea di massima si apprezza il rispetto della Regola dei terzi , regola piuttosto semplice che dona ordine e immediatezza all’immagine definendo una posizione di forza per il soggetto all’interno del fotogramma.

- la regola dei terzi consiste nel dividere il fotogramma in tre fasce orizzontali e tre verticali. Il punto di incrocio delle linee così tracciate indica il punto in cui far cadere il soggetto presente nella nostra immagine. Allo stesso modo indica la posizione dell’orizzonte in modo da valorizzare maggiormente i due terzi inferiori o quelli superiori.

 [FIG1]FIG1 _ regola dei terzi, posizionamento del soggetto nel fotogrammaFIG1 _ regola dei terzi, posizionamento del soggetto nel fotogramma

[ i quattro simboli identificano le quattro ipotetiche posizioni possibili per il soggetto nel fotogramma]

 

Rispettando questa regola si ottiene un’immagine accattivante,immediata e compositivamente corretta. Questa regola offre la chiave per ottenere una buona immagine, sarà poi la conoscenza, la capacità e la sensibilità dell’autore a far sì che il rispetto o meno di tale regola sia funzionale al messaggio che lo stesso vuole trasmettere. Rispettare o infrangere le regole può permettere di ottenere un’immagine fuori dal comune e di conseguenza un’immagine personale e artisticamente ben realizzata.

Un’altra regola spesso utilizzata è quella della sezione aurea

La sezione aurea esprime un rapporto studiato già nell’antichità e considerato dai Pitagorici come il rapporto più estetico che esistesse. Tale rapporto si realizza dividendo un segmento AC in due parti non eguali AB e BC in modo che la parte più piccola stia alla parte più grande come quest'ultima sta al segmento intero ossia:

AC : AB = AB : BC  FIG2 _ sezione aurea, regola divisione dello spazioFIG2 _ sezione aurea, regola divisione dello spazio FIG3 _ sezione aurea, posizionamento del soggetto nel fotogrammaFIG3 _ sezione aurea, posizionamento del soggetto nel fotogramma [FIG3]

[ i quattro simboli identificano le quattro ipotetiche posizioni possibili per il soggetto nel fotogramma]

 

Applicando tale rapporto è possibile creare figure geometriche che grazie al loro bilanciamento formale hanno trovato largo spazio in architettura, pittura e fotografia. Tale proporzione è particolarmente armonica. Nella composizione di un fotogramma si potrà ad esempio dividere idealmente l’inquadratura in due rettangoli aurei in modo da dosare nel rettangolo principale il soggetto e nel rettangolo meno esteso gli elementi dello sfondo. L’immagine ottenuta con il rispetto della sezione aurea,proprio per la sua armonia, tende ad essere considerata meno dinamica rispetto a quella che si ottiene rispettando la regola dei terzi.

Il buon fotografo riesce a sfruttare le regole compositive nel modo migliore e più adeguato al suo scopo. Utilizza un sistema piuttosto di un altro in modo da valorizzare al meglio il soggetto del suo scatto.

Massima valorizzazione non vuol dire ottenere un’immagine con un soggetto “bello”, ma piuttosto con un soggetto “reso al meglio”. Importante è la comprensione di questo passaggio. Un soggetto reso al meglio può essere anche un soggetto brutto che viene reso per quello che è nel miglior modo possibile, cioè brutto senza ombra di dubbio alcuna. Questa regola come sempre vale per ogni genere fotografico e nel caso trova la migliore applicazione nella fotografia di denuncia o sociale dove spesso il soggetto dell'immagine è una situazione di tensione o degrado, guerra o ingerenza dove rendere bello il soggetto andrebbe contro il messaggio che si vuole esprimere.

Importante è costruire bene la propria immagine. Può essere utile costruire l’immagine componendo in modo tale che l’occhio, entrando da un lato del fotogramma, percorra un dato tragitto fino ad arrivare al soggetto. Costruzioni ritenute più dinamiche sono quelle che identificano una diagonale, o meglio ancora una “s”,nel percorso necessario all’occhio per poter raggiungere il soggetto correttamente posizionato nel fotogramma.

Chiaramente la restituzione del soggetto sarà interpretata dal fotografo e piegata alle esigenze dello stesso al fine di poter utilizzare l’immagine nei modi più disparati….si pensi alla fotografia per la realizzazione di cartoline contro la stessa immagine da utilizzarsi come accompagnamento di un articolo giornalistico di protesta. La stessa scena verrà interpretata in modo da riuscire a valorizzare l’aspetto estetico accattivante nella prima ipotesi o sgradevole/stridente nella seconda…La scena sarà pressoché la stessa, ma si punterà maggiormente su un elemento piuttosto che un altro in modo da far risaltare una caratteristica a dispetto di altre. Si potrà passare da una presa atta a valorizzare alcune caratteristiche della scena,alla visione apatica e imparziale del soggetto fino ad un volontario imbruttimento con l’esaltazione delle caratteristiche negative del soggetto ripreso.

Spesso si considera la fotografia di paesaggio più semplice rispetto ad altre a causa dell’immobilità del soggetto. Tale affermazione è vera solo a metà. E’ vero che il soggetto in una fotografia di paesaggio è nella maggior parte dei casi immobile, ma si deve tener presente che quasi sempre è negato al fotografo qualsiasi intervento atto a migliorare le condizioni atmosferiche e/o di luminosità presenti al momento dello scatto. Ne deriva quindi che nella fotografia di paesaggio non sarà il soggetto ad adeguarsi alle nostre volontà ma dovremmo noi adeguarci alle nostre aspettative. Dovremmo studiare il nostro soggetto attentamente; controllare come si modifica nelle diverse ore del giorno a causa delle differenti condizioni di illuminazione/posizione del sole, dovremmo pensare se il nostro soggetto apparirà maggiormente valorizzato sotto ad un sole cocente o coperto da uno spesso strato di neve. Ecco che a causa dell’impossibilità di avere un controllo efficace sull’illuminazione del nostro soggetto la nostra forza sarà la pazienza.

Sbagliato è pensare che lo scatto fatto al volo sia il massimo della valorizzazione possibile per il soggetto ripreso. Un monte,una cascina o un prato devono godere dello stesso rispetto e della stessa ricerca che dedicheremmo ad una modella in studio. Un serio lavoro di ricerca ci porterà a trovare la luce giusta,la condizione atmosferica ideale, la prospettiva adeguata e il punto di presa migliore. 

Oltre al rispetto delle regole di composizione elencate precedentemente si deve considerare che un’immagine può essere “confezionata” in modi differenti. Si può decidere per un taglio verticale,orizzontale o quadrato per valorizzare la nostra fotografia. Partendo dal presupposto che la scelta del taglio,essendo parte integrante e indissolubile della composizione,sarebbe da fare al momento dello scatto, nessuno impedisce di apportare migliorie in un secondo tempo… in camera oscura per le nostre stampe analogiche, durante il ritocco nel caso di file digitali.

Comprendere quali sono le differenze tra i vari formati elencati sopra sarà uno strumento in più in mano al nostro autore per ottenere il massimo dai suoi scatti.

-un taglio verticale, oltre ad assecondare l’estensione del soggetto verso l’alto o verso il basso,l’altezza e la profondità, tende a restituire dinamismo.

-un taglio orizzontale da risalto ai piani e alle linee orizzontali,all’estensione verso destra o verso sinistra, all’orizzonte. Trasmette serenità,pace,quiete.

-un taglio quadrato privato di una direzione, a differenza del rettangolo verticale o orizzontale, esaspera il senso di pace e quiete. Questo formato tende a giustificare una composizione dove il soggetto si trova al centro in quanto,trovandosi alla stessa distanza dai bordi lo sguardo viene portato automaticamente al centro del fotogramma. 

Esiste poi un taglio tondo (o anche ovale) che in linea di massima segue le caratteristiche del taglio quadrato. Questo formato molto in voga tempo fa,ora non viene praticamente più utilizzato.

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