FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO- L’attrezzatura del Paesaggista

Il Paesaggio.

 

La fotografia paesaggistica è un genere fotografico che ha come soggetto il paesaggio naturale o urbano con riprese all’esterno o di interni, con tutti i suoi componenti ed in tutti i suoi aspetti. Forse è il genere più frequentato sia dai fotografi amatoriali che dai professionisti; all'apparenza banale, richiede impegno e conoscenze per ottenere risultati apprezzabili. Spesso uno splendido paesaggio diviene un comune ricordo di viaggio se non si pone la dovuta attenzione alla composizione e, soprattutto, all'esposizione per rendere al meglio l'atmosfera percepita al momento dello scatto. Per fare buone fotografie di paesaggio prima di tutto è necessario imparare a guardare non in superficie con l’occhio distratto del turista frettoloso,bensì,tanto per intenderci,con quello analitico ed acuto dell’osservatore attento che sa vedere in profondità.La conoscenza del paesaggio che si vuole riprendere aiuterà ad esaltare le caratteristiche tipiche del luogo evitando di riprendere in momenti o da posizioni banali. Questa regola che inizialmente stimolerà e insegnerà al fotografo come e da dove scattare, in una fase successiva servirà ad individuare la miglior posizione di presa nel minor tempo possibile.

 

 

 

l’attrezzatura del paesaggista :

 

La macchina fotografica è oramai entrata a far parte della quotidianità di ognuno di noi soprattutto grazie all’integrazione di questo “accessorio” nei più comuni telefonini. La produzione di telefonini con video/fotocamera ha fatto sì che l’utente comune possa trasformarsi,anche se casualmente, in fotografo. Questo nuovo approccio alla fotografia non ha totalmente sminuito l’arte che è indelebilmente legata ad una qualsiasi realizzazione fotografica,anzi ha permesso a molti di avvicinarsi, comprendere e in alcuni casi di approfondire quello che spesso inizia come una semplice curiosità fino a farla sfociare in una vera e propria passione o per alcuni in una professione.

Con questa premessa intendo dire che la fotografia in generale,e quella di paesaggio in particolare, può essere effettuata con qualsiasi mezzo abbiamo a disposizione, dalla fotocamera in dotazione al nostro telefonino fino ad arrivare al più pesante ed ingombrante Banco ottico. Con questo chiaramente non voglio dire che i risultati che si possono ottenere con i diversi sistemi di ripresa siano gli stessi, anzi proprio a causa delle differenze che caratterizzano questi sistemi le fotografie ottenute saranno più o meno buone.

In linea di massima si tende a considerare come mezzo ideale per la fotografia di paesaggio la reflex 35mm. Questo grazie all’ottima qualità tecnica raggiunta dalle macchine di questo formato,alla praticità di utilizzo,alla trasportabilità non limitativa dell’attrezzatura necessaria,alla quantità quasi infinita di accessori disponibili e un prezzo “decente” necessario per comperare un corredo completo. La somma di questi fattori,elencati un po’ frettolosamente per la verità,porta a preferire questo sistema agli altri, per catturare le nostre immagini di paesaggio. Gli obiettivi utilizzabili per le fotografie di paesaggio possono spaziare dal grandangolo spinto al teleobiettivo molto potente a seconda se si vuole restituire un’ambientazione di grande respiro o puntare l’interesse su un particolare ben preciso.

A differenza di quello che si può pensare l’obiettivo del paesaggista non è ultra-luminoso ma,anzi,predilige uno sbilanciamento verso diaframmi chiusi (f,22 – f,32 etc.) e lenti molto incise. Queste caratteristiche concorreranno ad avere un’immagine molto ben definita, ricca di dettaglio con un’estesa profondità di campo.

Considerando la natura statica del nostro soggetto,almeno nella maggior parte dei casi,considerando che una fotografia migliore è una fotografia molto definita ,un’ accessorio direi indispensabile per il paesaggista è di sicuro il cavalletto. Inutile elencare quali sono i pregi di questo accessorio in termini di stabilità (accessorio che deve essere abbinato ad uno scatto remoto per restituire il massimo della sua efficacia),proprio in considerazione del fatto che spesso si cercherà la regolazione piuttosto chiusa del diaframma e che questo porta inevitabilmente ad un considerevole allungamento dei tempi di esposizione, il cavalletto diventa pressoché indispensabile. Importante è ricordare che proprio grazie all’uso di un cavalletto adeguato alla nostra attrezzatura riusciremo a scattare anche quando, a mano libera, non sarebbe più possibile farlo.

Altri accessori degni sicuramente di nota per il fotografo paesaggista sono i filtri.

Tra i filtri per fotografia spicca il polarizzatore. Questo si distingue nel mondo dei filtri grazie alla sua capacità di saturare i colori e per riuscire ad eliminare i riflessi dalle superfici traslucide, non inserisce dominanti di colore nell’immagine ma aumenta un poco il tempo di esposizione a causa di un leggero assorbimento di luce. Il filtro polarizzatore è montato su un sistema girevole che ne permette la corretta regolazione. Il filtro, funzionando come una griglia, permetterà il passaggio dei raggi luminosi orientati come il filtro bloccando di conseguenza quelli con differente orientamento.

Nella fotografia di paesaggio trova posto un filtro particolare che si chiama ND. Questo filtro fornito con differenti gradazioni ha lo scopo di “scurire” la scena permettendo l'uso di tempi più lunghi di quelli obbligati dalla luce. Lo scopo di tale filtro è quello di permettere l'uso di tempi lunghi nel caso si voglia ottenere ad esempio l'effetto setoso dell'acqua di una cascata o delle onde del mare, ma ha anche lo scopo di ridimensionare la forza della luce nel caso questa fosse eccessiva al momento del click. Una versione un poco particolare che si piazza a metà tra il filtro artistico e il filtro correttivo è il “ND digradante” ha lo scopo di abbassare la differenza di luminosità rilevabile nella scena che si intende fotografare ma non su tutta la scena ma solo su una porzione di essa. Essendo un filtro caratterizzato da una metà gradualmente più scura rispetto all’altra trasparente tale filtro trova una migliore funzionalità nella versione quadrata, mobile su slitta, tale sistema permette di posizionare la linea di passaggio tra la zona trasparente e quella oscurata nel modo più preciso possibile.

Altri filtri degni di nota sono i filtri “UV” e/o “SKYLIGHT”. Questi filtri abbastanza simili tra loro per utilizzo e risultato inseriscono una leggerissima,quasi impercettibile, dominante cromatica in quanto la loro funzione originaria è quella di ridurre la dominante azzurra percepibile in quota. Spesso questi filtri vengono montati sulla lente anteriore dell'obbiettivo e considerando il relativo inserimento di dominante cromatica nell'immagine viene lasciato sempre a protezione della stessa.

 

 

Esistono poi un’infinità di altri filtri definiti artistici. Tali filtri inseriscono dominanti e/o effetti ottici che spesso possono essere,oramai, aggiunti anche in post grazie ai tantissimi programmi di ritocco esistenti.

Importanti sono i filtri colorati per fotografia in B&W:i filtri più usati per la fotografia in B&W sono il rosso,l’arancio e il giallo;ogni filtro lascia passare solo la luce del suo colore,bloccando tutti gli altri colori. L’effetto sarà quello di avere il colore presente sulla scena, corrispondente al filtro montato sulla fotocamera, più chiaro mentre gli altri colori appariranno più scuri.

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